
Casi di Insuccesso
Ci sono alcuni casi in cui un
naming sbagliato ha costretto le aziende a pericolose marce indietro, con conseguenti costi di immagine e denaro.
Immaginerete cosa può significare per un’azienda che lancia un prodotto sul mercato
dover rifare la campagna pubblicitaria, le brochure, il marchio, le etichette, le confezioni, le insegne dei rivenditori e tutto il resto?
Il crescente ricorso a professionisti del naming da parte delle aziende riduce la probabilità di commettere errori nella scelta del nome per nuovi prodotti e servizi da lanciare sul mercato. Tuttavia ancora oggi come in passato una scarsa attenzione riservata al processo di
naming può ostacolare il successo di un prodotto.
FIATL’ultimo caso in ordine di tempo è stato quella della
Fiat Gingo, ritornata a chiamarsi Panda perché il nome era troppo simile a Twingo. I francesi hanno minacciato cause miliardarie e la Fiat ha cambiato subito idea.
ESTEE LAUDERLa multinazionale della cosmetica ha distribuito in Germania il bucolico
"Country Mist", traduzione letterale di "nebbiolina di campagna". Ignorando che per i teutonici il termine "Mist" resta comunque bucolico ma significa "letame".
UMBRONel 2002 l’azienda inglese di abbigliamento sportivo lancia in tutto il mondo la scarpa
Zyklon dal tedesco "ciclone", che è anche il nome del famigerato gas (Zyklon B) usato nei campi di concentramento e oggi ricordato come uno dei simboli più tragicamente evocativi dell'Olocausto.
Lo stesso anno anche la BOSCH SIEMENS lo propose analogamente per un suo prodotto sollevando reazioni furenti da parte di gruppi ebraici.
MITSUBISHILancia in Sudamerica la
Pajero 4X4.
Senza sapere che "pajero" in slang sudamericano significa "persona che pratica l’autoerotismo". Così decide di ribattezzarlo prontamente in Montero. Tutto da rifare. Doppie spese, pessimi risultati.
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